Non l’ho detto, e se l’ho detto sono stato male interpretato
— José Murinho, mentore di Silvio Berlusconi e allenatore dell’Inter.
Qui c'è tutto ciò che non ho messo da altre parti, più qualcosa di ciò che ho messo anche in altre parti. Tranne il resto.
Non l’ho detto, e se l’ho detto sono stato male interpretato
— José Murinho, mentore di Silvio Berlusconi e allenatore dell’Inter.
Ricapitoliamo, che ne dite? All’inizio hanno detto che Stefano Cucchi era caduto dalle scale; in un secondo momento hanno guardato meglio e hanno trovato anche gli ematomi e la frattura alle vertebre; poi hanno dato un’altra occhiata e hanno riscontrato pure le bruciature di sigaretta; infine (sperando che sia l’ultima versione) hanno fatto un altro controllo e sono venute fuori nuove lesioni al cranio e alla mandibola. Non so cosa ne pensiate voi, ma a me pare che abbiano la tendenza a farsi sfuggire qualche particolare di troppo.
— Metilparaben: Che sbadato, mi era sfuggito (via hardcorejudas) (via coqbaroque)
Karma: principio di causa-effetto. Una delle intuizioni orientali più semplici e geniali, oltre che fondamentalmente atee.
Il ministro: “Nessuno ha mai spiegato perché le inchieste sul premier partono dal 1994”. Forse perché iniziano anni prima.
— Alfano che dice le bugie, di Peter Gomez e Marco Travaglio.
Comune di Forlì: Niente albero quest’anno, è uno spreco: sostituiamolo con un’iniziativa ecologista.
Cosigliere Pdl: “l’ennesima forzatura ideologica laicistica contro le immagini e l’iconografia natalizia che fa il paio con la guerra ai crocifissi ed alla rappresentazione del presepio e della natività in luoghi pubblici che seguono lo stinto obiettivo di indebolire i valori della cristianità e della nostra stessa identità nel nome di un relativismo illuministico già superato dai fatti più recenti e dai fenomeni delle migrazioni religiose (e islamiche) di massa (…) è un modo per “azzerare i simboli ormai assimilati alla nostra cultura e alla nostra storia, forse per meglio lasciare spazio all’ormai inarrestabile invasione musulmana”.
Comune di Forlì: FUUUUUUUUUUU….!!!!
-begin Oh my god! mode-
L’annuncio del Black Friday di Apple visto da Fabio M. Zambelli di Setteb.it. L’autore si chiede perché Apple abbia scritto “Grazie a dio è venerdì” con “dio” minuscolo e afferma che “se Apple voleva fare uno slogan più adatto per ogni paese, per il nostro ha scelto un modo di dire che però forse necessitava della maiuscola”. Se questo “blog” avesse i commenti gli spiegherei che l’iniziale minuscola serve, in italiano a non indicare un “dio” in particolare, quindi a non offendere coloro che hanno credi diversi. E per coloro che non credono? C’è l’ottima associazione di idee dio-sconti, che ci ricorda come la religione sia indissolubilmente legata al denaro. Contenti tutti, insomma.
Ma l’autore si chiede anche il significato di TGI Friday nell’annuncio canadese (e giocoforza in quello statunitense) scrivendo “in Canada troviamo “TGI Friday”, che evidentemente è la denominazione locale di Black Friday.” In realtà TGI significa proprio “Thank god it’s” (Grazie a dio è)… una ricerca su Google avrebbe risolto immediatamente l’arcano.
-end Oh my god! mode-
“In un locale ho incontrato delle trans che mi hanno detto: “Fate vedere le foto dei carabinieri”. E mi chiedo: perché non si fanno vedere? Chissà quante persone, riconoscendoli, potrebbero contribuire alle indagini. Pensa che si voglia tutelarli più del dovuto? Di Brenda, che non era indagata, conoscevamo il viso, sapevamo il nome, l’indirizzo, persino la misura del seno. Di loro, sospetti di ricatto, nulla. Un garante della privacy… a facce alterne.
— Vladimir Luxuria intervistata da Luca Telese (via arte-fatti)
E i portatili in questione sono i popolari Macbook e iMac
— Repubblica.it prova a parlare di Apple, scambiando l’iMac per un tipo di portatile.
Non è vero che la pausa pranzo in Germania dura mezz’ora. È vero invece che in Germania si usa il flextime, che lascia all’impiegato un discreto margine di libertà nel gestirsi le ore di lavoro che quotidianamente deve alla sua azienda (anzi, mensilmente, siccome con il flextime si può scegliere di lavorare meno un giorno e più un altro giorno). Grazie al flextime, l’impiegato tedesco può scegliere di ridursi la pausa pranzo a mezz’ora, ma anche di allungarsela a dismisura. In genere se la riduce al minimo non per essere più produttivo – come sembra dire Rotondi – ma semplicemente per concludere prima la sua giornata lavorativa e smammarsela in tempo utile per fare altro.
In genere il flextime funziona così: l’impiegato deve mensilmente un tot di ore lavorative all’azienda, distribuite per tot giorni lavorativi, e all’azienda non frega un’emerita cippa se l’impiegato marca il suo ingresso alle sette o alle dieci del mattino, siccome, essendo un’azienda tedesca e non italiana, le è estraneo il concetto di lavoratore dipendente come individuo da disciplinare e tenere a bada, ma le interessano solamente la performance e ai risultati finali.
— Pausa pranzo « Totentanz (via hneeta) (via emmanuelnegro)
contro il premier inchieste solo dal ‘94
— Angelino Alfano, che dimentica, ad esempio che Silvio Berlusconi era iscritto alla P2 e godette dell’amnistia. Beh non è che lo dimentica, vuole solo convincere ancor di più gli italiani che i fatti non contano più nulla.
A proposito di difendere la nostra cultura.
Fu solo con il protestantesimo che nacque l’esigenza di avere una Bibbia per tutti, che tutti potessero (dovessero) avere perchè potessero (dovessero) leggere. Fu Lutero il primo a tradurre la Bibbia nella lingua del volgo, seguito a ruota da Giacomo che, sebbene di tendenze cripto-cattoliche, fece il più grande regalo agli evangelici di ogni tempo, la King James Version.
In Italia la prima Bibbia venne stampata negli anni della Repubblica Romana e susseguentemente distrutta in tutte tranne 3 copie, eppure la Bibbia in Italiano esiste dal 1607, ad opera di Giovanni Diodati, ginevrino figlio di emigrati lucchesi per causa di religione.
La Bibbia c’era in Italiano, come mai nessuno la stampava, o la vendeva, o la comprava?
Semplice, perchè la Chiesa Cattolica Apostolica Romana lo impediva, avendo fatto della lotta alla “Bibbia in ogni casa” uno dei cardini della Controriforma. Avere una copia della Bibbia in qualsivoglia lingua era bastante per una condanna per eresia, che magari non finiva in roghi (a parte la Bibbia stessa, ovviamente), ma di certo non era cosa da prendersi sottogamba, prima del 1870…Detto questo, ha un che di ironico, la proposta dei peggiori bigotti immorali clericalisti anticlericali di mettere una Bibbia in ogni casa. A me piace.
Lo ripeto: a me piace.
Vorrei una Bibbia in ogni casa, anche solo quelle dei cristianissimi cattolicissimi trentini.
Una Bibbia in ogni casa! Lo grida ogni mia goccia di sangue, ogni spirito, ogni fantasma, ogni anima tormentata, ogni mio padre e madre nella fede e della fede.
Una Bibbia in ogni casa, a saperlo, a Diodati si fermerebbe il cuore dalla felicità.
Una Bibbia in ogni casa, ma ad una e una sola condizione. Bisogna leggerla, quella Bibbia, e, se ci si dice cristianissimi e cattolicissimi, bisogna che sia la Bibba a guidare i cuori, e non i cuori la Bibbia.
Bisogna leggerla, capirla, farsi interrogare e cercare balbettanti delle risposte.
Trentini, accettatela, quella Bibbia.
Se non siete cristiani, io sono pronto a leggerla con voi, a capirla con voi, a giudicarla con voi. Sono pronto a ricevere per lei le critiche, e a ragionarci insieme.Ma se siete cristiani, beh, la sola lettura dovrebbe farvi pensare abbastanza e abbastanza a lungo, da non poter più architettare scempiaggini a carico di chi è più debole di voi per molto, molto tempo…
P.S: tutti i testi religiosi sono illeggibili, senza preparazione. Lo è la Bibbia, lo è il Corano, lo sono maggiormente i testi Buddhisti e Indù.
Concordo tranne che “da non poter più architettare scempiaggini a carico di chi è più debole”. Perché ci saranno pure scritte un sacco di cose gentili e amorevoli, ma intervallate da terribili violenze volute dal loro dio. E se tutti la leggessero con senso critico, ci sarebbero ben pochi cristiani.